Maldive, Maayafushi (tra squali e mante)

15 gennaio 2020 | dinolanaro

Erano anni che sognavo le Maldive, ogni volta che parlavo con chi ci era stato diceva sempre e solo una frase ” Un Paradiso Terrestre”, e io mi chiedevo “Si, ok, il mare è bellissimo, lo vedo dalle foto, ma anche in Sardegna il mare è bello e nessuno ne parla come parla delle Maldive”. Poi ho capito. Quando arrivi all’aeroporto e prendi l’idrovolante (vi consiglio assolutamente di provarlo anche se costa un po’ di più della nave veloce) dall’alto cominci a spiare giù e vedi queste macchie di sabbia bianche con il perimetro azzurro come il cielo e mentre raggiungi la tua ti rendi conto che sarai in mezzo all’Oceano Indiano, su queste isolette protette solamente dalla barriera corallina. Io ho aperto Google Earth per vedere esattamente dove mi trovavo (fatelo anche voi, ci vuole solo un po’ di coraggio). Quando arrivi sull’isola hai la possibilità di dormire nei bungalow sulla spiaggia oppure sui famosi Overwater, ovvero delle palafitte di legno sul mare: se avete il sonno leggero ve li sconsiglio per il forte rumore dei monsoni che spesso potreste trovare, se invece volete un’esperienza romantica, con più privacy e a picco sul mare cristallino, provateli! Almeno una volta va fatto. Quando atterri al Maayafushi vieni accolto dallo staff FrancoRosso e dai maldiviani che lavorano nel villaggio (molti in realtà sono del Bangladesh) tutti estremamente gentili, non ho capito se per le mance o altro, a volte la loro gentilezza mette quasi a disagio, ma ci si abitua presto  e di conseguenza si diventa estremamente calmi e sorridenti (anche se poi basta un giorno nel traffico a Milano per tornare incazzati come prima).

Il primo giorno tra fuso orario e viaggio si è un po’ stanchi quindi non si gode ancora bene di tutto, ma al primo risveglio ti rendi conto del Paradiso in cui ti trovi. La prima cosa pazzesca è che puoi davvero dimenticarti delle scarpe e delle ciabatte (servono solo in palestra), il poter stare tutto il giorno a piedi nudi,  a contatto col terreno è un’esperienza unica (gli zerbini sono dei vasi con dell’acqua, per intenderci) ed è tutto molto pulito anche perché la stanza viene sistemata due volte al giorno.

I monsoni portano spesso nubi e quindi pioggia ma anche quando piove non fa freddo, il vento è caldo e anche la pioggia. La cosa incredibile è che anche quando il cielo è grigio il mare rimane comunque azzurro, devo chiedere ad Alberto Angela il perché !

Ogni tanto passavano degli squali sotto il nostro Overwater, io li guardavo e i primi giorni dicevo “non farò mai il bagno qui”… Ma questo pensiero è durato pochissimo perché al Diving ci hanno informato e tranquillizzato su tutta la fauna marina maldiviana. Bisogna conoscere le regole del mare per poterci nuotare altrimenti si rischia. Dopo questa formazione mi sentivo un drago e quindi ho fatto la mia prima nuotata, 3 km intorno alla barriera corallina: questa la ricorderò per sempre. Come posso spiegarvi ciò che ho vissuto? Potrei dirvi che ho nuotato per 10 minuti con una squalo pinna nera al mio fianco, che ho visto una tartaruga marina per la prima volta, che il colore dei coralli e dei pesci mi faceva pensare a quanto è immensa la natura… Ma non basterebbe! La sensazione che ho provato è stata quella di nuotare in un acquario naturale e di essere un puntino nella natura.

Il giorno dopo ho voluto andare al diving e prenotare subito le escursioni marine: nuotata con gli squali e nuotata con le Mante.

Nel’isola alle ore 20.30 danno da mangiare agli squali dal molo, quindi prima di quell’ora arrivano li intorno perché sanno che troveranno del cibo. Noi abbiamo nuotato li in mezzo, prima della loro cena, e su questa cosa ho avuto da ridire perché secondo me sarebbe stato meno rischioso arrivare quando avrebbero avuto la pancia piena! Ma ovviamente era solo una mia paranoia, gli squali nutrice non sfiorerebbero mai un uomo, e i pinna nera nemmeno perché ci hanno spiegato che in natura uno squalo per attaccare deve essere certo che mangerà, e con tutti i pesci nel mare perché dovrebbe attaccare un uomo che con le pinne è più grosso di lui? (mi sono fidato della spiegazione e ne sono uscito indenne…per fortuna). Si ho nuotato in mezzo agli squali, uno mi è pure venuto addosso, ed è stato bellissimo.

Il giorno dopo allora siamo andati in cerca delle Mante, e la abbiamo trovate. Le mante sono davvero gigantesche e molto curiose perché anziché fuggire appena ci vedevano ci venivano incontro virando solo all’ultimo, perciò le abbiamo potute ammirare in tutto il loro splendore. L’eleganza con cui muovono le loro ali mi ricorda molto le ballerine di danza classica, che adoro… Una me la sono anche sposata 🙂

mi sto dilungando troppo, scusate, ma scrivendo queste cose sto rivivendo l’esperienza e mi emoziono…

Vi lascio al video, le immagini valgono più di mille parole…

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